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Per due giorni, il 17 e 18 febbraio, associazioni ed avvocati si sono mobilitati alla frontiera franco-italiana per permettere alle persone che si presentano alla frontiera francese di esercitare i loro diritti, nel rispetto della legislazione nazionale, europea ed internazionale.
I rappresentanti di associazioni francesi ed italiane, insieme ad avvocati dei due paesi (Nizza, Lione, Parigi, Tolosa, Milano, Genova e Torino) hanno monitorato la situazione alla frontiera e portato assistenza a persone illegalmente respinte dalle autorità francesi permettendo loro di far valere i proprio diritti dinnanzi al tribunale di Nizza. Quest’ultimo è stato adito in merito ai casi di respingimento di 20 minori non accompagnati.
Questa missione si è resa necessaria perché le autorità francesi continuano a negare i diritti delle persone che attraversano la frontiera per raggiungere la Francia, malgrado le numerose condanne di queste pratiche da parte dei tribunali locali.
Il ripristino dei controlli alle frontiere interne deciso dal governo francese alla fine del 2015, e regolarmente rinnovato fino ad oggi, non può giustificare la violazione di principi fondamentali quali la protezione dei minori, il divieto di detenzione arbitraria o ancora il diritto d’asilo.
Eppure ogni giorno le autorità francesi respingono verso l’Italia minori stranieri non accompagnati, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Viste le modalità dei rinvii, a molti viene di fatto impedito di chiedere asilo in Francia.
In parallelo, i rappresentanti delle associazioni hanno effettuato durante tutto il weekend un lavoro di osservazione alla stazione di Mentone Garavan e davanti alla stazione della polizia di frontiera di Mentone Pont Saint-Louis, constatando che quest’ultima viene utilizzata come luogo di detenzione, 36 persone in questo locale durante la notte da sabato a domenica, per periodi fino a 12 ore. Questi trattenimenti superano la durata massima prevista dalla legge e si verificano in condizioni indegne, senza che le persone private della libertà abbiano accesso ad un avvocato, ad un interprete, ad un medico o a un telefono, in violazione della legge e della sentenza del Consiglio di Stato del 5 luglio 2017.
Le organizzazioni firmatarie continuano a interpellare il Governo francese affinché interrompa le pratiche illegali di non accoglienza dei richiedenti asilo e dei minori non accompagnati che si verificano alla frontiera con l’Italia. Il Governo deve rispettare la legislazione francese ed europea ed il diritto internazionale e la situazione delle persone che attraversano o si presentano alla frontiera deve essere esaminata nel pieno rispetto dei diritti. 

Comunicato (Amnesty International France; L’ADDE ;L’Anafé; La Cimade; Médecins du Monde; Médecins Sans Frontières; Secours Catholique Caritas France; ASGI)

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I Minori Stranieri non Accompagnati

Diritto d'asilo e protezione dei minori stranieri, le associazioni e avvocati si mobilitano lungo la frontiera Italo - Francese

Per due giorni, il 17 e 18 febbraio, associazioni ed avvocati si sono mobilitati alla frontiera franco-italiana per permettere alle person...
In base ai dati presentati dall'ISMU nel proprio report, basato sui dati del Ministero dell'Interno, le domande presentate nel 2017 da parte dei minori stranieri non accompagnati sono aumentate del 73,5% rispetto all'anno precedente e rappresentano il numero più elevato del quadriennio preso in esame (erano 2.500 nel 2014).
 9782 le domande presentate nel 2017 secondo i dati della Commissione Nazionale per il diritto di asilo.


Si tratta soprattutto di maschi (93%) e quasi-adulti: solo 82 domande riguardano minori di 13 anni. 

Più di un quinto dei richiedenti asilo minori soli giunge dal Gambia; seguono i nigeriani (12%) e i giovani provenienti dal Bangladesh (11,4%). Delle 6200 domande esaminate nel 2017, 4.405 minori hanno ottenuto la protezione umanitaria (71% dei casi), mentre il 18,8% delle domande ha avuto esito negativo.
Il valore è di molto inferiore rispetto alla media generale (52,4%). 

Il 79% dei minori soli aveva 18 anni o più al momento in cui ha ricevuto la decisione dalla Commissione, dunque giovani che hanno ottenuto uno status in età adulta a fronte di una domanda presentata da minorenni.

I dati ci dicono che nonostante un elevato numero di domande presentate da parte di migranti provenienti dal Bangladesh, soltanto il 36% delle domande sono state accolte.
Oltre ai minori provenienti dal Bangladesh gli altri migranti che hanno ricevuto un diniego superiore alla percentuale del 60% delle domande presentate sono i migranti nigeriani, senegalesi e pakistani.

Riguardo ai dati relativi al programma di “relocation” avviato a settembre 2015 dalla Commissione Europea a beneficio dell’Italia e della Grecia, i Paesi europei maggiormente soggetti alla pressione del fenomeno migratorio, tra i trasferiti abbiamo un totale di 1083 minori accompagnati e soltanto 99 minori soli. 

Nel 2017 sono stati 9.782 le domande di asilo presentate da minori non accompagnati

In base ai dati presentati dall'ISMU nel proprio report, basato sui dati del Ministero dell'Interno, le domande presentate nel 20...
Percorsi I (prima fase di attuazione del progetto Percorsi) ha finanziato, tramite Avviso pubblico, 960 percorsi di integrazione socio-lavorativa per minori stranieri non accompagnati in fase di transizione verso l’età adulta e giovani migranti, accolti in Italia come minori non accompagnati, compresi i richiedenti e titolari di protezione umanitaria o internazionale, in condizione di inoccupazione o disoccupazione.

Nell’ambito di ciascun percorso di integrazione socio-lavorativa, attraverso lo strumento della dote individuale, è stato offerto al destinatario un insieme strutturato di servizi di accoglienza e presa in carico, formazione e lavoro.



Il Report restituisce un primo bilancio degli interventi realizzati e offre informazioni sulle caratteristiche dei beneficiari (ovvero gli enti proponenti, come ad esempio le agenzie per il lavoro e gli enti formativi), dei destinatari (dati demografici, Paesi di origine, tipologie di permesso di soggiorno, livelli di istruzione) e degli enti ospitanti il tirocinio (settori di attività economica e profili professionali). I risultati sono inoltre discussi in termini di governance e includono le valutazioni emerse da 161 interviste semistrutturate ai destinatari.



Al 30 giugno 2017, nell’ambito del progetto sono stati attivati 975 tirocini, il 65% dei quali nel Mezzogiorno. I giovani coinvolti provengono da 29 diversi Paesi e la quasi totalità è di genere maschile (97,8%); il 49% ha 18 anni.

La prima valutazione degli esiti dei percorsi di tirocinio realizzati attraverso l’Avviso è il risultato di 161 interviste semistrutturate dei destinatari e di altrettante contestuali visite aziendali, distribuite sui diversi territori regionali in misura proporzionale al numero di doti applicate. Pur non essendo stato costruito un campione statisticamente rappresentativo, l’universo degli intervistati rispecchia le caratteristiche anagrafiche dell’intero bacino interessato (975 tirocini avviati): la gran parte si colloca nella coorte di età tra i 17 ed i 19 anni, con un picco sui 18 anni, quasi un terzo degli interpellati; rappresentati i 20enni, meno di una decina coloro che si collocano tra i 21 ed i 23 anni. Si tratta in netta prevalenza di persone di genere maschile; quelle di genere femminile sono circa una decina. Le nazionalità più presenti tra gli interpellati sono Gambia, Egitto, Nigeria, Senegal, Albania, Mali, Bangladesh.
Dare conto delle principali caratteristiche degli intervistati costituisce premessa necessaria quando si vogliono descrivere gli esiti dei percorsi progettati e realizzati, poiché genere, età, legami sociali e familiari, background formativo, traiettoria migratoria, oltre alle sensibilità dei singoli e al capitale sociale proprio di ogni territorio di approdo, possono condizionare e polarizzare la rappresentazione sull’apprezzamento delle esperienze condotte. Pertanto, nella restituzione, si ricostruiranno le linee di tendenza principali:
 legate, in primis, alla sfera del gradimento, alla qualità degli interventi, alla loro capacità di rispondere alle aspettative e di valorizzare vissuti e competenze, di coinvolgere e motivare i destinatari, anche attraverso la relazione con i tutor (aziendali e di progetto);
 in secondo luogo, le dimensioni indagate danno conto dell’utilità dei percorsi rispetto alle traiettorie di vita nel breve periodo: accrescimento dell’autonomia personale, relazionale, professionale, formativa, abitativa; ridefinizione e/o conferma della progettualità migratoria; implicazioni per l’immediato futuro.
In generale, risulta nei ragazzi un alto grado di consapevolezza e la capacità di focalizzare l’attenzione sui temi proposti nell’intervista. Nel confronto con i pari (soprattutto della comunità di accoglienza), mostrano coscienza del fatto che l’inserimento all’interno delle attività proposte dall’Avviso offre loro la possibilità concreta di mettersi alla prova, imparare un mestiere, visualizzare un futuro con maggiore ottimismo, riducendo ansie e paure.
L’intero percorso realizzato e, in particolare, l’esperienza di tirocinio sono generalmente considerati positivi, poiché:
 consentono un miglioramento delle condizioni di vita, non solamente in termini economici;
 incrementano la possibilità di scegliere il proprio percorso professionale, avendone già sperimentato uno (anche quando non confacente perfettamente ai propri desideri e alle proprie aspettative), e la capacità di orientarsi autonomamente nel mondo del lavoro e nel sistema dei servizi;
 valorizzano le esperienze formative precedenti, soprattutto quando realizzate in Italia, e lavorative, quando presenti, condotte in ambito familiare ed informale nei Paesi di origine;
 accrescono le conoscenze e le competenze tecnico-professionali, anche in vista di una loro spendibilità più ampia;
 aumentano le occasioni di rafforzare il proprio capitale relazionale con un universo esterno alla propria comunità (di accoglienza o nazionale);
 costituiscono un’opportunità reale di nuovi apprendimenti, di inserimento lavorativo e di guadagno immediato;
 orientano e focalizzano l’autopercezione della propria occupabilità.
L’ambiente di lavoro, definito da alcuni ragazzi “ambiente familiare”, l’“ultima meta del viaggio”, è generalmente considerato accogliente e l’esperienza di tirocinio un’opportunità, anche quando non andato a buon fine o non rispondente pienamente alle aspettative individuali. Le relazioni di fiducia dichiarate con i tutor, indubbiamente, influenzano il loro vissuto e le loro valutazioni; in particolar modo, il tutor aziendale è risultato molto presente nell’attività di affiancamento ai ragazzi, per l’inserimento nelle unità organizzative ma anche nel sostegno alla costruzione di relazioni umane solide e positive. L’azione di tutoring è stata, inoltre, importante per lo sviluppo, nei ragazzi, di capacità di lettura ed interpretazione del contesto operativo e professionale, di autodiagnosi, di problem solving.
I responsabili delle aziende si dichiarano, in genere, soddisfatti dei ragazzi, soprattutto sul piano dei comportamenti organizzativi, della motivazione, del rispetto del contesto, della disponibilità. Lamentano, soprattutto nella fase di inserimento iniziale, la scarsa padronanza della lingua italiana, che non permette loro, in alcuni casi, di comunicare e di comprendere ed interiorizzare il linguaggio di settore, le mansioni, le istruzioni tecniche; anche se il contesto relazionale e lavorativo, l’appartenenza ad una comunità professionale, il rapporto con i colleghi e con i tutor, aiutano l’incremento della padronanza linguistica. Sono state segnalate sporadiche incomprensioni, culturalmente orientate, che attengono alle difficoltà di lettura delle competenze dei soggetti e alla errata interpretazione del sistema di regole connesse al contesto operativo.
Nell’attività di follow up di progetto sarà interessante misurare gli esiti occupazionali effettivi, al di là delle intenzioni manifestate dai responsabili aziendali durante le interviste. L’interesse a proseguire il rapporto attraverso contratti di apprendistato per i più giovani e/o contratti di lavoro è, in ogni caso, subordinato ad una maggiore qualificazione (attraverso formazione interna ed esterna) sugli aspetti formativi e tecnico-professionali.
Per quanto riguarda gli studi e la formazione pregressi, non sempre il settore di attività del tirocinio risulta coerente. L’ambito proposto è, a volte, distante anche dai sogni di partenza di un mestiere considerato prestigioso (calciatore, giornalista, medico, …), o da ciò per cui si ritiene di essere portati. In ogni caso, l’esperienza formativa in situazione lavorativa ha fatto emergere nuove domande di formazione e passioni mai esplicitate, ha stimolato la riformulazione di obiettivi professionali, la volontà di qualificarsi nel settore di attività sperimentato e la continuità degli studi, laddove interrotti, ovvero l’acquisizione e il riconoscimento di titoli e percorsi scolastici non lineari. La frequentazione dei corsi istituiti presso la rete dei Centri per l’istruzione degli adulti permette loro di incrementare le competenze in lingua italiana, di acquisire titoli di studio e qualifiche, di avviare percorsi di integrazione sociale. L’apprendimento della lingua italiana, una delle dimensioni maggiormente segnalate, accresce le competenze tecniche e la possibilità di comprendere e farsi comprendere dal mondo circostante. Anche se, spesso, i ragazzi esprimono la necessità di padroneggiare maggiormente il linguaggio settoriale, del mestiere, poiché la capacità di comunicare si acquisisce, a loro dire, nei contesti di vita, nel gruppo, nella relazione tra pari, più che in quelli di esclusivo apprendimento guidato e formalizzato.
I più grandi, in transizione alla maggiore età o già maggiorenni, in uscita o già fuori dal sistema di accoglienza, prestano un’attenzione specifica alla dimensione alloggiativa ed esprimono una preoccupazione per il futuro, dovuta al timore della solitudine, alla consapevolezza della necessità di acquisire un’autonomia da adulti, senza le tutele, i sostegni e gli affiancamenti ricevuti prima. Anche se dall’esperienza di tirocinio si esce rafforzati, dal punto di vista delle competenze e relazionale. Per i più grandi, la dotazione monetaria del tirocinio rappresenta un valore aggiunto, una somma da accantonare con prudenza per reperire un’abitazione. La mancata percezione o il ritardo nella riscossione del rimborso crea, pertanto, disagio e preoccupazione.
La gran parte dei minorenni utilizza, invece, la dote come rimessa, verso la famiglia di origine, per l’ordinario e per sostenere spese impreviste (matrimonio della sorella, Ramadan, …). Ma sono rilevabili anche situazioni in cui viene utilizzata “per il qui ed ora”, per esigenze personali (abbigliamento, telefonia, trasporti, …), oppure come riconoscenza/ringraziamento e contributo alle spese di vitto e alloggio della famiglia ospitante.
Proprio quest’ultima componente, soprattutto di giovanissimi inseriti nelle comunità e nelle famiglie, enfatizza il legame con il territorio di accoglienza, partecipando stabilmente ad attività ludiche e sportive, occasione di costruzione di reti sociali più ricche e stimolanti.

Leggi il Report di valutazione dell’azione Percorsi I


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MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI E GIOVANI MIGRANTI: PERCORSI DI INTEGRAZIONE SOCIO-LAVORATIVA

Percorsi I (prima fase di attuazione del progetto Percorsi ) ha finanziato, tramite Avviso pubblico, 960 percorsi di integrazione socio-la...
Il prefetto Vittorio Piscitelli e il sottosegretario all'interno, Domenico Manzione, hanno presentato, oggi l'ultimo rapporto sulle persone scomparse.
Dai dati presentati esce fuori un dato preoccupante. Aumentano notevolmente le persone scomparse. Rispetto al 31 dicembre 2016 si registra una crescita del 21%. 
«Si tratta - ha spiegato Manzione - di un dato strutturale e in continua crescita, in parte legato ai significativi aumenti dei flussi migratori, con persone per le quali l'Italia non è la destinazione finale e quindi si perdono per strada».
«Quello che resta come un dato allarmante riguarda i minori stranieri non accompagnati. In questo senso - ha spiegato il sottosegretario - stiamo studiando e mettendo a punto un algoritmo che ci aiuti a prevenire l'istinto all'allontanamento dalle comunità protette da parte di questi minori».
Oltre 38mila i minori stranieri non accompagnati scomparsi su un totale di 43610 stranieri scomparsi.
Il fenomeno della scomparsa dei minori non accompagnati non è una cosa nuova, infatti, una volta identificati, fanno perdere le proprie tracce, allontanandosi dalle strutture di accoglienza.
La Sicilia è la regione dove il fenomeno è più frequente (14.238 casi), seguita da Lazio (7.970), Lombardia (5.890), Campania (4.506) e Puglia (3.932).
Se risultano in crescita le persone scomparse, lo stesso è però anche per le persone ritrovate che nel 2017 hanno raggiunto il numero totale 158.229. 

Minori stranieri non accompagnati spariti. Il dato è allarmante.

Il prefetto Vittorio Piscitelli e il sottosegretario all'interno, Domenico Manzione, hanno presentato, oggi l'ultimo rapporto sull...
L'Onu chiede alla Spagna di modificare il protocollo per minori stranieri non accompagnati e di garantire la loro identificazione alla frontiera, per assicurare l'accesso al procedimento di asilo. Sono le conclusioni del Comitato di Diritti del Bambino delle Nazioni Unite, che si è pronunciato in merito alla situazione dei minori che giungono a Ceuta e Melilla e sulle coste andaluse, dopo aver verificato l'applicazione della Convenzione internazionale dei diritti del Bambino da parte della Spagna.

I membri del Comitato si dicono "preoccupati per i respingimenti alla frontiera di minori che hanno bisogno di protezione internazionale", realizzati "senza le necessarie garanzie". Per cui, esortano le autorità spagnole "a porre fine alla pratica" delle 'devolution' automatiche, "assicurandosi che tutti i procedimenti e standard siano in accordo con lo status dei bambini e con la legislazione nazionale e internazionale". Una preoccupazione che contrasta con la posizione dei governi di Ceuta e Melilla, che avevano proposto di snellire ulteriormente le procedure per i respingimenti a caldo dei minorenni stranieri non accompagnati (Mena), per "dare risposte alla gravissima problematica" che interessa le due enclavi, come aveva evidenziato la scorsa settimana il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas. "Il Comitato è preoccupato per l'impiego di metodi per determinare l'età dei minori, anche in casi in cui i documenti di identità sembrano autentici e nonostante l'intervento della Corte Suprema", ha affermato uno dei membri, Gehad Madi, rendono noto i media iberici. L'esperto ha fatto riferimento alle misurazioni antropometriche e radiologiche per determinare l'età dei minori migranti, spesso fatte "in maniera automatica", nonostante lo scarso affidamento dei risultati, "mai precisi", con la conseguenza che "ci sono bambini trattati come adulti e non lo sono". Per Luis Pedernera, un altro esperto del Comitato Onu, il problema maggiore consiste nel fatto che, intanto che si realizzano gli esami per l'accertamento dell'età, "i minori sono rinchiusi assieme agli adulti" nei centri di detenzione temporanea, e questo desta nell'organismo delle Nazioni Unite "una grande preoccupazione" con il rischio che "cadano nelle reti della tratta di persone". Il Comitato dell'Onu esorta le autorità spagnole ad "assicurare l'effettiva protezione legale dei minori in tutto il territorio iberico". E denuncia "gli alti livelli di violenza" e "il trattamento e la protezione inadeguati da parte dei professionisti dei centri di accoglienza dei minori", attestato da "esposti di prostituzione di bambine, accesso insufficiente all'educazione regolare e alle attività del tempo libero", oltre alla "mancanza di meccanismi di denuncia", perché le violenze possano essere investigate. "Alcuni dei centri per minori non accompagnati realmente non rispondono agli standard, sono oltre il doppio della loro capacità e questo deve cambiare, con l'istallazione di strutture adeguate", ha sollecitato nelle conclusioni Gehad Madi. (AnsaMed)

Onu a Spagna,minori a frontiere Ceuta-Melilla vanno tutelati

L'Onu chiede alla Spagna di modificare il protocollo per minori stranieri non accompagnati e di garantire la loro identificazione alla...
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