Category 1

A young Afghan migrant gets a haircut at a squalid area in Calais where hundreds of refugees have gathered since demolition of the nearby ‘Jungle’. About 200 of them are unaccompanied children. JUSTIN SUTCLIFFE
Christina Lamb del The Times e The Sunday Times era a Calais questa settimana. Quello che ha potuto vedere è la cruda verità che tanti giovani rifugiati si trovano ad affrontare ogni giorno.

In una giornata limpida Meles, 16 anni, di fronte a Calais dove trascorre la maggior parte del suo tempo in attesa del prossimo traghetto verso la Gran Bretagna.

"Spero ci sia uno dei nostri", dice malinconicamente. Negli ultimi due mesi, l'adolescente eritreo ha cercato quasi tutti i giorni di attraversare la frontiera a bordo di un camion, incastrato tra i pneumatici per evitare di essere trovati dai conducenti del camion o da telecamere a ricerca di calore all'interno del porto.

Quella mattina alle 5:15 circa, dormiva con un gruppo di profughi su giacigli di cartone, quando sono stati svegliati dalla polizia in tenuta antisommossa che ha sparato lacrimogeni e spray al pepe e li ha colpiti con manganelli.

Otto mesi dopo la demolizione della giungla Calais, il campo profughi più grande di Francia, 500 rifugiati si sono stanziati intorno alla zona industriale. Le autorità locali sono cercano di ostacolare la creazione di un altro campo informale, perciò è intervenuta la polizia in tenuta antisommossa cercando di fermare le associazioni che forniscono cibo e acqua.

Un rapporto redatto da Jacques Toubon, il cosiddetto "difensore dei diritti", il cui team ha visitato la zona la scorsa settimana, ha detto detto che i richiedenti asilo vivono nel "sottobosco" col rischio di essere "sgomberati di notte e di giorno". Sono "in uno stato di stanchezza fisica e mentale".

I Minori Soli dormono nei boschi, sulle strade e nei campi in una situazione di perenne pericolo di abuso di ogni tipo.

Circa 200 dei rifugiati sono minori non accompagnati di età compresa tra i 12 e 17 anni. La maggior parte sono maschi e provengono dall'Afghanistan ed Eritrea, nonché alcuni sudanesi, iracheni e pakistani, e tutti stanno cercando di nascondersi dentro o sotto un camion per raggiungere il Regno Unito dove hanno alcuni parenti che potrebbero aiutarli.
La Jungle, che ospitava più di 9.000 persone, era squallida, ma adesso è molto peggio. Alcuni vivono nei boschi e dormono in mezzo a un mucchio di rifiuti industriali e asfalto, perché è più caldo di notte. È un posto fetido disseminato di detriti — coperte, scarpe, bucce di banana e altro. Escrementi umani ovunque. Ai volontari è stato impedita l'installazione di un punto acqua così da consentire ai rifugiati di lavarsi, infatti a causa della cattiva igiene molti hanno la scabbia.
"Stiamo vivendo come gli animali," dice Khan, 16 anni, afgano fuggito dal proprio paese dopo che la sua famiglia ha ricevuto minacce dai talebani. " Mio padre si è rifiutato così hanno ucciso mio fratello. A quel punto mio padre mi ha detto di andare."

Un altro fratello, Farhad, era già nel Regno Unito e lavora in una pizzeria nel sud di Londra e ha inviato a Khan $7.000 (£5.470) per raggiungerlo. Ha viaggiato quasi 5.000 miglia dall'Afghanistan in Francia ma le ultime 26 miglia attraverso il canale sono le più difficili. Da un anno vive nei boschi.
"Gli europei trattano i cani meglio degli afgani".


Martedì la High Court inizierà ad udire la ONG Help Refugees che chiede al governo di riaprire il regime Dubs, approvato dal Parlamento l'anno scorso, per dare rifugio a 3.500 migranti minorenni non accompagnati in Francia, Italia e Grecia.
Quest'anno il governo ha improvvisamente annunciato che avrebbe preso solo 350 nell'ambito del regime Dubs, che prende il nome dall'ex deputato laburista Dubs, arrivato in Gran Bretagna tra i minorenni ebrei salvati dal Regno Unito dai nazisti,
Successivamente (a seguito di proteste, ndt) il governo ha deciso di elevare il numero a 480, ma in realtà solo 200 minori rifugiati sono stati davvero accolti.
"Stiamo intraprendendo questa azione legale perché i minori soli in Europasono costretti a vivere nei boschi, per strada e in campi profughi con posti insufficienti, in una situazione di costante precarietà e pericolo di abusi," ha detto Josie Naughton, co-fondatore e amministratore di Help Refugees.
"Nel maggio 2016, una legge è stata promulgata al fine di aiutare e proteggere questi minori, ma per oltre un anno Amber Rudd e il Ministero degli interni hanno messo la sicurezza di questi bambini a rischio omettendo di applicarla."

Il Ministero degli interni ha affermato che i numeri sono stati tagliati perché le municipalità, che sono in responsabili della presa in carico dei minori, non hanno la capacità di accoglierli.
Ma un numero di municipalità sostiene che essi non sono stati mai consultati. Diversi leader delle Municipalità sostengono che non hanno sono stati convocati per alcuna formale consultazione e insistono che hanno almeno 300 posti supplementari disponibili oltre ai 480 dichiarati.
"Se una consultazione c'è stata, era superficiale al punto che non riconoscono neppure che era una consultazione," ha detto Julian Bell, capo del Consiglio di Ealing ad ovest di Londra. Steve Miley, direttore di servizi alla famiglia a Hammersmith e Fulham a ovest di Londra, l'ha descritta come "una consultazione invisibile".
"Ci sono centinaia di spazi disponibili per questi minori e il Ministero degli interni lo sa," ha detto Naughton. "Questo è imperdonabile, si stanno girando le spalle a questi bambini condannandoli a un destino oscuro e sconosciuto."

Le associazioni sono autorizzate a servire cibo ai rifugiati solo una volta al giorno. Il sindaco di Calais, Natacha Bouchart, ha cercato di vietare la distribuzione alimentare fino a quando il tribunale ha dichiarato il divieto come disumano.
Intorno alle 18 ogni giorno, in un tratto di terreno della zona industriale sotto dei piloni, ci sono furgoni di volontari che distribuiscono curry, insalata e hummus, come anche acqua.
Un volontario porta un generatore di modo che i rifugiati possano ricaricare i loro telefoni cellulari e un grande cassa da cui ascoltare un pò di musica, creando un'atmosfera quasi da festival. I Van di Médecins Sans Frontières e Ginecologia senza frontiere offrono consigli medici e un ufficio mobile di Refugee Youth Service offre informazioni legali.
Tutto questo sotto lo sguardo vigile di 15 agenti di polizia in tenuta antisommossa che alle 19:30 intimano a tutti di spostarsi.
Qualche protesta. Una recente indagine di Refugee Rights Data Project ha descritto la brutalità della polizia come "endemica" a Calais. 84% degli intervistati ha dichiarato che è stato utilizzato gas lacrimogeno e il 52,7% altre forme di violenza fisica. I dati sono ancora più elevati tra i minori.
"Il tutto è disumano," ha detto Sam Jones, uno chef che gestisce la cucina della comunità dei rifugiati e ha un team di 15 persone per far fronte a 2.000 pasti al giorno. "Non sappiamo quanto ancora saremo autorizzati a dar loro da mangiare. Jones dichiara che "Persone che erano nella giungla di Calais stanno tornando, per provare di nuovo a passare, ma ora è più difficile".

Un grande muro metallico è stato costruito intorno al porto di Calais, costato 2 milioni di sterline, ha di fatto bloccato la porta di ingresso in Gran Bretagna. Diversi rifugiati sono morti cercando di accedervi, cadendo dai camion.
Nelle ultime settimane si sono viste scene violente con i camionisti che si lamentano che gli immigrati stanno facendo delle barricate per costringerli a fermarsi così da poter salire a bordo agevolmente. I minori che vivono nel fango di Calais, avendo già viaggiato migliaia e migliaia di kilometri e visto di tutto durante la traversata del deserto, della montagna e del mare, non avrebbero mai immaginato che le ultime 26 miglia fossero così difficili.


Autore: Christina Lamb del The Times

Traduzione a cura di: Lisanna Genuardi e Leonardo Cavaliere

Foto di Justin Sutcliffe

Articolo Originale

E-BOOK GRATIS
SCARICA GRATUITAMENTE LA GUIDA PRATICA
I Minori Stranieri non Accompagnati

I Minori rifugiati in Europa dormono in luoghi di fortuna, per le strade e nei campi profughi esposti al pericolo di ogni tipo di abuso.

A young Afghan migrant gets a haircut at a squalid area in Calais where hundreds of refugees have gathered since demolition of the nearby ...
Rasha è scomparsa nel tardo pomeriggio di sabato scorso. I suoi coetanei dicono di essere usciti come sempre con la ventenne siriana nel centro di detenzione per rifugiati. Poi è scomparsa. Lo scorso martedì la sua amica, Amira, 15 anni, ha ricevuto una carrellata d’immagini sul suo telefono. Rasha distesa nuda nel letto con un uomo. Sulla testa volti grotteschi di cartoni animati e un messaggio di accompagnamento dal mittente anonimo: "Prometto che rapirò anche te".
Questa era la prima minaccia che la rifugiata adolescente, originaria della città siriana di Qamishli, ha ricevuto da quando è arrivata sull'isola dell’Egeo, Chios, sei mesi orsono. Il centro di detenzione, un'ex fabbrica conosciuta come Vial, nell’entroterra montuoso dell'isola, è pieno di minori che sperano in un nuovo inizio in Europa, preferibilmente nel Regno Unito.
Altri rifugiati la intimidiscono regolarmente. "Gli uomini dicono che mi aggrediranno, cercano di intrappolarci dicendo di non andare a Souda [un altro campo profughi sull'isola] o in città. Dicono: 'Se ti vedo lì, ti aggredirò. Io ti rapirò e ucciderò'".
Amira è tra i minori non accompagnati su Chios che hanno diritto a richiedere asilo nel Regno Unito con il cosiddetto emendamento Dubs. Un anno fa il governo britannico ha annunciato che avrebbe offerto rifugio a un numero considerevole di rifugiati vulnerabili, si parlava di circa 3.000 minori fino a quando, nel mese di febbraio, l’Home Office ha all’improvviso fermato il piano, dopo averne aiutati solo 480, un minore per ogni 130.000 residenti nel Regno Unito. Nessun minore non accompagnato è stato trasferito dalla Grecia al Regno Unito sotto il regime Dubs.
Martedì l'ultima occasione per riaprire Dubs sarà ascoltata dal tribunale di Londra, una sfida legale che descrive la chiusura anticipata della Dubs da parte della Home Office come illegale e "illegittima".

I rifugiati di Chios raccontano che sono stati pugnalati dalle persone locali, pestati dalla polizia, attaccati dalla destra, raccontano di risse con coltelli tra i richiedenti asilo adulti ubriachi e le notti insonni in tende leggere su spiagge di ciottoli.
La maggior parte dei minori, Amira inclusa, non vanno in bagno durante la notte per paura di subire abusi. Abbandonati sulla quinta più grande isola greca e impossibilitati a muoversi fino a quando non saranno date le autorizzazioni, attualmente sono alloggiati circa 4.000 richiedenti asilo nei due centri dell’isola che risultano essere sovraffollati. E la situazione sta peggiorando sempre più. Tra una quindicina di giorni il governo britannico ritirerà i finanziamenti per le compagnie di telefonia mobile a Chios. Subito dopo, gli sforzi umanitari garantiti fino ad adesso dalla Commissione Europea saranno sostituiti dal governo greco.

Le associazioni che lavorano con i rifugiati sostengono che il Regno Unito, insieme alla comunità internazionale, sembrano intenzionati a lasciarsi alle spalle la crisi migratoria oramai sempre più dimenticata.

Il recente manifesto elettorale dei Conservatori ha anche sollevato la possibilità di riesaminare le "definizioni giuridiche internazionali di asilo e status di rifugiato". Ma, l’Home Office deve ancora inviare un funzionario a Chios.

Per la Grecia nel suo complesso, che conta attualmente 62.000 rifugiati, i giornalisti dicono che l’Home Office ha ricollocato soltanto un individuo in base allo schema Dubs.


"Chios è al punto di rottura. Ma con taglio dei finanziamenti dei servizi sull'isola, molte grandi ONG, leggono questo come se l'Europa si stia girando dall’altra parte", ha dichiarato Alex Green di Help Refugees, una delle poche organizzazioni che resteranno sull'isola.

Il ritiro delle risorse da Chios lascerà i molti minori non accompagnati in una posizione ancora più rischiosa. Martedì scorso, Erez - che ha dichiarato di avere 16 anni, anche se sembrava tre anni più giovane - era stato nel parco vicino a Souda, posto frequentato dai rifugiati, perché è possibile accedere al wifi di un’osteria vicina. Poco dopo le 18.00 Erez è stato avvicinato da tre persone del posto che l’hanno messo alle strette, poi uno di loro ha tirato fuori un coltello e lo ha conficcato nel suo braccio destro.

Sedici ore dopo l’aggressione con un braccio lacerato e con residui di sangue secco, Erez non vuole coinvolgere la polizia. "A loro non interessa di noi, la polizia ci picchia con i manganelli. Se ci vedono nei bar o lontano dal campo, ci dicono di allontanarci perché non sono per noi", ha detto Erez, che vuole andare a Londra e che ha con sé solo un paio di batterie, una camicia e dei pantaloncini che indossa da quando è arrivato a Chios tre mesi fa.

Erez è stato aggredito vicino alle pareti rocciose che si sovrastano il campo profughi e che hanno fornito un punto di lancio ideale per i gruppi di destra per lanciare pietre e bombe molotov sulle tende sottostanti. Alcuni di questi assalitori hanno presunti legami con il principale partito neo-fascista della Grecia, Alba Dorata.

L’astio nei confronti dei rifugiati sta crescendo costantemente, con numerosi commercianti che si lamentano che la loro presenza mina il turismo.

Giovedi sera una marcia anti-rifugiati a Chios ha coinvolto circa 400 residenti. Un manifesto mostrava due figure nere nell’intento di attaccare l'isola con i coltelli.

Le tensioni nascono altrove, in particolare tra le miriadi di etnie e nazionalità che risiedono nei campi. Amira dice che è stata presa di mira perché ha osato fare amicizia con i non arabi. "Minacciano di uccidermi o di rapirmi perché sono amica di persone provenienti dall'Afghanistan. Dicono: "Sei araba, perché parli con gli afghani?", rispondo che tutti credono nell'Islam, siamo tutti rifugiati, ma non ascoltano ".

Le ragazze e le donne descrivono la vita quotidiana come pericolosa. Nascosto tra le strade dietro Souda è ubicato il primo rifugio di emergenza in Grecia per le donne rifugiate.

Coloro che hanno istituito la struttura descrivono alti tassi di violenza basata sul genere. Il suo fondatore, Gabrielle Tan di Action Svizzera, stima che delle 5.000 donne e ragazze arrivate da luglio, la maggior parte ha subito una qualche forma di molestia o violenza. L'80% delle donne che viaggiano da sole ne è vittima. I campi di Chios sono posti molto pericolosi per le donne, soprattutto di notte.
L'ultimo incidente riportato è stato all'inizio di giugno quando una donna stava in fila per il cibo a Souda e un uomo ha tentato di aggredirla e ha minacciato di stuprarla. Quella notte sei uomini hanno provato ad entrare nel riparo dove dormiva. "Non c'è sicurezza per loro se non hanno un uomo nel loro gruppo. All'arrivo in Grecia, abbiamo constatato che sono estremamente vulnerabili allo sfruttamento, alla molestia e alla violenza di genere nei campi ", ha dichiarato Tan. I suoi registri evidenziano una correlazione di aggressioni alle donne che aumentano quando c'è un sovraffollamento. Personale del centro riferisce che attualmente il campo di Souda detiene più di 1.100 rifugiati, una cifra pari a tre volte il numero dei posti che potrebbe contenere.

Continuano ad arrivare donne che viaggiano da sole, 34 il mese scorso, tutte provenienti dalla Siria. Una di questi, Enas Soan, di 30 anni, da Daraa, nel sud-ovest del paese, dorme da sola sulla spiaggia perché ha sentito storie orribili dalle donne di Vial. "Sono bloccata, non so dove andare o cosa fare".

I rifugiati che attraversano la Grecia avrebbero dovuto fermarsi quando l'Unione europea e la Turchia hanno annunciato quello che è stato visto come un accordo innovativo per fermare gli arrivi nel marzo 2016. Per un certo periodo ha funzionato e gli 850.000 rifugiati che erano arrivati ​​nel paese nel 2015 sono stati presto sostituiti da un afflusso costante, ma determinato. Oggi sembra essere del tutto inutile.

A Chios, 951 rifugiati - la stragrande maggioranza dei quali siriani - sono arrivati ​​a maggio. Ci sono voci secondo cui nel porto turco di Izmir gli smuggler stanno facendo degli sconti.

La dottoressa Angela Kallerpi, di Médecins du Monde Grecia, ha dichiarato che la salute dei rifugiati di Souda sta peggiorando rapidamente. Ha indicato una carenza di medicinali, casi di scabbia e un recente avvelenamento alimentare. Le indagini hanno rilevato che alcune persone avevano conservato del cibo all'interno delle tende durante i giorni di Ramadan, mangiandolo quindi al tramonto, nonostante fosse ormai marcito.
Lo stato psicologico dei rifugiati è la più grande preoccupazione. I casi di autolesionismo, malattie mentali e tentativi di suicidio sono aumentati. Kallerpi riporta di alcuni bambini con un reticolo di piccoli tagli auto-inflitti sulle braccia. Un recente studio ha scoperto che un terzo dei rifugiati di Chios ha problemi di salute mentale. Un rifugiato siriano si è auto-immolato in marzo ed è morto. Alla fine di giugno, Médecins du Monde non disporrà più del proprio psicologo dedicato a Souda a causa dei tagli dei finanziamenti europei. Per coloro come Abdul, 17 anni, da Aleppo, è una perdita significativa. L'adolescente è "molto stressato" e non dorme bene nella sua tenda sulla spiaggia. "Ovunque c'è pericolo, come ad esempio le droghe. Quando lascio il campo, vedo cose pericolose. Gli uomini della mia tenda si ubriacano e mi fanno cantare in arabo. Se non lo faccio, mi prendono a pugni. Vedo che le persone sono accoltellate, sangue ovunque. Nessuno mi può aiutare ".

Un altro minore non accompagnato, Ali, 16 anni, anche lui dalla Siria settentrionale, dice di aver assistito ad aggressioni nei confronti di donne incinte. "Non mi sento sicuro da nessuna parte, né nel campo nè all'esterno".

Kallerpi ritiene senza dubbio che la violenza sia legata al loro stato d’immobilità. "Sta diventando più pericoloso, ma allo stesso tempo c'è la sensazione che le autorità vogliano nascondere il problema sotto il tappeto", ha aggiunto.

Alex Green, di Help Refugees, concorda e ritiene che il mondo sembri voltare le spalle ai rifugiati di Chios. "Per i minorenni, specialmente quelli che viaggiano da soli, questa situazione è terrificante. È inaccettabile che questi giovani sopravvissuti alla guerra siano diventati vittime della politica".
Amira, che vuole diventare un dottore – possibilmente per il servizio sanitario nazionale, perché "vorrebbe poter aiutare tutti garantendo parità di accesso alle cure sanitarie " - ha detto che non avrebbe mai raggiunto Chios se avesse saputo la verità sulla situazione una volta arrivata in Europa. "La Siria era più pericolosa, ma mi sento peggio qui. Se avessi saputo che l'Europa era così, non sarei mai venuta”.

Autore: Mark Townsend

Traduzione a cura di: Francesca Del Giudice e Leonardo Cavaliere

Foto Mark Townsend

Articolo Originale



E-BOOK GRATIS

SCARICA GRATUITAMENTE LA GUIDA PRATICA
I Minori Stranieri non Accompagnati

Abbandonati e vittime di abusi: minori rifugiati siriani dimenticati sull'isola centro di detenzione greca.

Rasha è scomparsa nel tardo pomeriggio di sabato scorso. I suoi coetanei dicono di essere usciti come sempre con la ventenne siriana nel c...
La Giornata Mondiale dei Rifugiati è stata istituita il 20 giugno per commemorare la Convenzione di Ginevra. La giornata mondiale si celebra dal 2001, giorno del cinquantesimo anniversario del trattato ONU che stabilisce chi siano i profughi, quali siano i loro diritti e quali le responsabilità delle nazioni che garantiscono l'asilo.
Dagli ultimi dati i profughi nel mondo sono oltre 65milioni, quindi non si può parlare di emergenza, ma è la nostra normale quotidianità, per cui non servono politiche emergenziali. Il Presidente della Repubblica Mattarella in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati dice che "Occorre, quindi, che il nostro approccio sappia superare la dimensione emergenziale per elaborare, come già stiamo facendo, sempre più efficaci risposte strutturali e di lungo periodo". E ringrazia tutti coloro - singoli, associazioni e istituzioni - che sono messi al servizio di una soluzione. 
I dati, come sopra riportati, testimoniano che oggi ci troviamo davanti alla più grave crisi dalla seconda guerra mondiale. Oggi e solo oggi, noi tutti dobbiamo fare la nostra parte e tutelare tutti quei soggetti costretti a fuggire. Tra i rifugiati oltre la metà sono minori, i migranti più vulnerabili. 
Oggi viene pubblicato dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, il Rapporto Global Trends 2016, che rappresenta la principale indagine sui flussi migratori a livello mondiale condotta dall’Agenzia, afferma che alla fine del 2016 le persone costrette ad abbandonare le proprie case in tutto il mondo sono 65,6 milioni - circa 300.000 in più rispetto all’anno precedente. Questo dato rappresenta un numero enorme di persone che necessitano di protezione in tutto il mondo. Il fenomeno delle migrazioni forzate causate da guerra, violenze e persecuzioni in tutto il mondo ha raggiunto nel 2016 il livello più alto mai registrato. La Siria è ancora il Paese con il numero più alto di persone in fuga: 12 milioni di individui (quasi due terzi della popolazione) sfollati interni al Paese o fuggiti all’estero come rifugiati o richiedenti asilo.
Lasciando da parte la situazione dei palestinesi rifugiati di lunga data, colombiani (7,7 milioni) e afghani (4,7 milioni) rappresentano anche quest’anno, rispettivamente, la seconda e la terza popolazione di rifugiati più vasta, seguiti da iracheni (4,2 milioni) e sud sudanesi (il cui numero ha raggiunto i 3,3 milioni alla fine dell’anno, seguendo un tasso di incremento maggiore rispetto a qualsiasi altra popolazione del mondo).


Pagina del rapporto digitale

Report completo

Giornata Mondiale dei Rifugiati 2017: sono 65,6 milioni le persone costrette alla fuga

La Giornata Mondiale dei Rifugiati è stata istituita il 20 giugno per commemorare la Convenzione di Ginevra. La giornata mondiale si celeb...

Save The Children, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, pubblica il primo “Atlante dei Minori Stranieri non Accompagnati in Italia”, in cui vengono racchiusi i dati, le storie e le mappe dei loro percorsi e della nuova vita in Italia attraverso un periodo di 6 anni a partire dalle “Primavere arabe” del 2011.

L’Atlante propone una visione d’insieme dei drammi che i minori soli si sono lasciati alle spalle e delle terribili esperienze vissute per raggiungere l’Europa, del loro coraggio e delle loro aspirazioni per un futuro già pagato così a caro prezzo, che dipende in buona parte dalla presenza di un sistema di accoglienza e protezione adeguato, primo passo fondamentale per un reale percorso di integrazione.

La maggior parte dei minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro Paese lo hanno raggiunto attraversando il Mediterraneo centrale.

Tra gennaio 2011 e dicembre 2016 sono sbarcati in Italia 62.672 minori senza adulti di riferimento, provenienti principalmente da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria. Il loro numero è cresciuto di 6 volte tra il 2011 (4.209) e il 2016 (25.846), e, mentre la loro percentuale sul totale degli arrivi era il 6% nel 2011, l’anno scorso ben 1 migrante su 6 sbarcato sulle nostre coste era un minore solo. La loro presenza è un fenomeno strutturale, al quale troppo spesso si è data una risposta inadeguata, anche in considerazione di una crescente vulnerabilità legata all’età precoce e al genere.

Una specifica vulnerabilità riguarda i minori per i quali l’Italia è un paese di transito, i cosiddetti minori “invisibili”, che avendo come meta altri paesi europei dove vivono già familiari o connazionali con cui sono in contatto, si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano ai trafficanti correndo gravissimi rischi.

Da 10 anni operiamo in Italia nelle principali aree di sbarco dei migranti in arrivo via mare e siamo inoltre presenti a Roma, Milano e Torino con il progetto CivicoZero, volto a fornire supporto, orientamento e protezione ai minori migranti soli o neo-maggiorenni che si trovano, o che rischiano di trovarsi, in situazioni di marginalità sociale, devianza, sfruttamento e abuso.
 
Fonte Save The Children

Scarica qui l'Atlante

E-BOOK GRATIS
SCARICA GRATUITAMENTE LA GUIDA PRATICA
I Minori Stranieri non Accompagnati

Atlante dei Minori Stranieri non Accompagnati in Italia

Save The Children , in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, pubblica il primo “ Atlante dei Minori Stranier...
La Commissione europea chiede all'Italia di compiere "maggiori sforzi per assicurare il ricollocamento di tutti i richiedenti asilo candidabili" anche per il ricollocamento dei minori non accompagnati. Si legge nella tredicesima relazione sulle 'relocation' pubblicata da Bruxelles. 
I minori stranieri non accompagnati ricollocati sono cinque, due nell'ultimo periodo verso la Norvegia. Bruxelles sollecita a costruire "su queste prime esperienze" e invita a "standardizzare le procedure". 
"E' cruciale che l'Italia acceleri i suoi sforzi per centralizzare le procedure di ricollocamento in pochi centri", si afferma, spiegando anche che "la corrente pratica in base alla quale i profughi candidabili vengono distribuiti su tutto il territorio italiano complica il processo". Fino ad oggi l'Italia ha registrato 8.600 persone per i ricollocamenti, e di queste 6.896 sono state trasferite verso gli altri Stati.
Secondo le autorità italiane altri 700 sono in corso di registrazione. In aggiunta, altri 2.500 eritrei arrivati in Italia nel 2017 dovrebbero essere registrati velocemente. Si legge nel documento. D'altra parte si osserva che, solo nel 2016, sono stati 20.700 gli eritrei arrivati in Italia, ed è perciò "chiaro che solo la metà di questi sono stati registrati per lo schema dei ricollocamenti". "Per questo - si avverte - è cruciale che l'Italia identifichi e registri tutti i profughi candidabili presenti sul suo territorio, il più presto possibile".


E-BOOK GRATIS
SCARICA GRATUITAMENTE LA GUIDA PRATICA
I Minori Stranieri non Accompagnati

5 i minori non accompagnati trasferiti da Italia. Ue, Italia faccia più sforzi per 'relocation'

La Commissione europea chiede all'Italia di compiere "maggiori sforzi per assicurare il ricollocamento di tutti i richiedenti asi...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

 

Minori Stranieri Non Accompagnati © 2015 - Designed by Templateism.com, Plugins By MyBloggerLab.com