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All' hotspot di Pozzallo sono ancora presenti 161 minori non accompagnati, nonostante il trasferimento di 85 ragazzi verso centri di accoglienza del Piemonte. Nonostante la bocciatura senza mezzi termini dell'Hotspot di Pozzallo da parte della Commissione Parlmentare di giugno scorso si continua a detenere in soprattutto minori e donne in gravidanza in un centro inadeguato e sovraffollato, in condizioni di promiscuità. Si attende il collocamento di altri 50 migranti adulti per rientrare nella capienza del centro di detenzione informale che è pari a 180 unità. Anche Human Rights Watch qualche giorno fa ha denunciato la preoccupante situazione dei minori non accompagnati detenuti nel centro progettato per permanenze di breve durata a causa della mancanza di spazi, dove bambini migranti rimangono per oltre un mese insieme ad adulti, mettendo questi a rischio di abusi sessuali e violenza da parte di adulti. L'Asgi parla di “Doppia violazione dei diritti”. A dichiararlo è Nazzarena Zorzella, di Asgi (associazione degli studi giuridici sull’immigrazione): “In questo momento gli hotspot non hanno basi giuridiche – spiega – perché non ci sono leggi italiane che regolano il loro funzionamento. Questa è la violazione più grave. Inoltre, secondo l’articolo 13 della Costituzione il trattenimento al loro interno dovrebbe avvenire solo nei casi previsti dalla legge o previa autorizzazione di un giudice. Se ad essere trattenuti sono dei minori, inoltre, siamo in presenza di una doppia violazione – aggiunge – perché non si stanno rispettando le procedure: i minori dovrebbero essere inseriti subito in una comunità protetta, dovrebbe essere informato il tribunale dei minori e ci dovrebbe essere un tutore legale che faccia le funzioni dei genitori”.

Hotspot di Pozzallo ancora presenti 161 minori non accompagnati

All' hotspot di Pozzallo sono ancora presenti 161 minori non accompagnati , nonostante il tra...
Secondo il nuovo Rapporto UNICEF Broken Dreams - SOGNI SPEZZATI- il pericoloso viaggio dei bambini dall’America Centrale agli Stati Uniti’ nei primi sei mesi del 2014, più di 44.500 bambini non accompagnati sono stati fermati al confine con gli Stati Uniti; il numero è sceso a quasi 18.500 nello stesso periodo del 2015; quest’anno è aumentato a quasi 26.000 a giugno – 16.000 bambini da El Salvador, Guatemala e Honduras sono stati fermati in Messico nei primi sei mesi del 2016.
Secondo i dati, i Minori stranieri non accompagnati che non hanno un rappresentante legale nelle udienze presso il Tribunale dell’immigrazione degli Stati Uniti – il 40% – hanno maggiori probabilità di essere rimpatriati rispetto a quelli rappresentati.
In casi recenti, al 40% dei minori non accompagnati senza rappresentanza è stato disposto il rimpatrio, rispetto al 3% per i bambini rappresentati.
Secondo il nuovo Rapporto UNICEF, ogni mese, migliaia di bambini dall’America Centrale rischiano di essere rapiti, venduti, violentati o uccisi per cercare di raggiungere gli Stati Uniti per chiedere protezione da bande brutali e da una soffocante povertà.

Questi bambini vulnerabili, molti dei quali viaggiano senza un adulto, hanno bisogno di protezione in ogni fase del viaggio: nei loro paesi d’origine di El Salvador, Guatemala e Honduras – che hanno alcuni dei tassi di omicidi più alti del mondo – quando attraversano il Messico e quando arrivano negli Stati Uniti.

Nel 2015 con 103 omicidi ogni 100 mila residenti El Salvador ha registrato il tasso di omicidi più alto del mondo. Honduras registra 57 omicidi ogni 100 mila abitanti e il Guatemala 30.

“E’ straziante pensare a questi bambini – la maggior parte dei quali adolescenti, ma alcuni anche più giovani – che devono affrontare un viaggio estenuante ed estremamente pericoloso in cerca di sicurezza e di una vita migliore”, ha dichiarato il Vice Direttore UNICEF Justin Forsyth.

“Questo flusso di giovani rifugiati e migranti sottolinea l’importanza di affrontare la questione dellaviolenza e delle condizioni socio-economici nei loro paesi di origine”.

Nei primi sei mesi del 2016, 26.000 bambini non accompagnati e 29.700 persone che viaggiano come nuclei familiari, per lo più madri e bambini piccoli, sono stati fermati al confine degli Stati Uniti con il Messico.

Altre migliaia non sono mai arrivate al confine – arrestate, rapite, vittime di tratta, assassinate, o morte durante il duro viaggio.

I minori non accompagnati fermati negli Stati Uniti hanno diritto ad essere ascoltati da un Tribunale per l’immigrazione, ma non hanno diritto ad un avvocato nominato dal Tribunale. I bambini che viaggiano con un genitore rischiano una rapida espulsione o mesi di detenzione. L’UNICEF ha ricordato che la detenzione dei bambini rifugiati e migranti dovrebbe essere evitata, e che qualsiasi detenzione dovrebbe essere utilizzata come ultima risorsa e per il minor tempo possibile.
I bambini dovrebbero inoltre avere pieno accesso alle cure sanitarie e ad altri servizi e dovrebbero poter vivere con le loro famiglie, quando possibile. Coloro che sono espatriati devono affrontare il rischio di essere attaccati o uccisi dalle bande da cui cercavano di fuggire.

Insieme ai suoi partner, l’UNICEF sta lavorando per affrontare le cause della migrazione, sostenendo gli sforzi dei governi per migliorare la vita dei bambini e affrontare la violenza comune e criminale nei paesi di origine.

L’UNICEF lavora anche per rafforzare i servizi che riducono la vulnerabilità dei bambini rispetto alla violenza, con una forte attenzione all’istruzione e alla salute.

L’UNICEF si batte per la protezione dei diritti dei bambini durante il viaggio e affinché i governi forniscano assistenza ai bambini rimpatriati. “Dobbiamo ricordare che i bambini, indipendentemente dal loro status, sono prima di tutto bambini. Abbiamo il dovere di tenerli al sicuro in un ambiente sano e protetto”, ha detto Forsyth. 

Il pericoloso viaggio dei minori tra America centrale e Usa: in migliaia rischiano la vita

Secondo il nuovo Rapporto UNICEF Broken Dreams - SOGNI SPEZZATI- il pericoloso viaggio dei bamb...
Oltre 11 mila i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia nei primi sette mesi del 2016, secondo le cifre di Unicef, quasi doppio rispetto allo stesso periodo del 2015. Il 3 agosto in Senato è stata discussa una disposizione del decreto enti locali, relativa al sistema di accoglienza ed alla maggiore concentrazione di presenze di minori nei territori del Mezzogiorno. Il lavoro dei sindaci e del personale preposto all’accoglienza nelle sedi ospitanti risulta messo sempre più a dura prova, in particolare nelle province di Palermo, Pozzallo, Messina e Reggio Calabria.
Per porre rimedio a questa situazione il prefetto Mario Morcone annuncia che a partire dal 23 agosto comincierà la distribuzione in quote, diverse da regione a regione, di bambini e ragazzi che arrivino da soli nel nostro paese. I minori attualmente accolti assieme agli adulti nei centri siciliani e calabresi verranno trasferiti verso strutture predisposte ad hoc per i più giovani, sulla base di un criterio territoriale già stabilito per gli adulti stranieri. In Sicilia rimarranno 650 ragazzi in 13 strutture che diventeranno 36, la Calabria ospiterà 200 giovanissimi in 4 strutture. LaCampania accoglierà 150 ragazzi in 5 strutture, la Puglia, la Basilicata, l’Emilia Romagna e il Piemonte 100 giovani ciascuna. Sardegna, Marche, Toscana e Liguria si ripartiranno altri 200 ragazzi.   La misura in questione coinvolge l’impegno di Anci – Associazione Nazionale Comuni Italiani – ed il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, in risposta ad alcune criticità legate al sovraffollamento e alla presenza di minori stranieri presso strutture di prima accoglienza destinate agli adulti nei territori del centro sud.
Nelle scorse settimane, Asgi – Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione – aveva espresso preoccupazione per una disposizione del decreto accoglienza (decreto legislativo 18 agosto 2015 n. 142), relativa ai casi di indisponibilità e di impossibilità di garantire un’accoglienza adeguata ai minori da parte di centri di prima accoglienza e della rete SPRAR, così come dei Comuni. Per ASGI desta preoccupazione l’attivazione di un sistema di strutture ricettive riservate in via temporanea ed esclusiva ai minori in arrivo della capienza di 50 posti che si discosta da un piano di accoglienza  costituito da un sistema di comunità di tipo famigliare o di strutture di dimensioni limitate fino a 30 posti. Oltre al rischio di un disincentivo per i Comuni a partecipare alla rete SPRAR, un simile provvedimento emergenziale potrebbe portare a ricadute su bambini e giovani stranieri non accompagnati. In che termini? Gli esperti temono a conseguenze per quanto riguarda lasfera dei diritti, come:
• la protezione e l’assistenza fuori dal proprio ambito familiare,
• lo sviluppo,
• la salute,
• l’istruzione,
• l’adeguatezza delle condizioni di vita.
Tornando alla proposta discussa in Senato l’intento è di fronteggiare le difficoltà per i minori stranieri, dei quali si sia riconosciuta la mancanza di assistenza e di rappresentanza da parte di genitori o di altri adulti responsabili per legge. Accanto alla conferma del divieto di respingimento e di espulsione del minore, viene introdotta la possibilità di rinviare il minore nel paese di provenienza non solo per motivi di ordine pubblico e sicurezza, ma anche nei casi in cui sia stato accertato il superiore interesse dello stesso al riaffidamento ai propri familiari. Le indagini familiari divengono più celeri, in linea con la preferenza per il ripristino dell’unità del nucleo famigliare. Inoltre, la competenza in materia passa dal Ministero del lavoro al Tribunale per i minorenni, che già si occupa dei provvedimenti di espulsione.
Relativamente alle specifiche misure di accoglienza per i minori stranieri, è prevista la separatezza delle strutture loro riservate rispetto a quelle per adulti, ed è stabilita la durata massima di dieci giorni per le operazioni di identificazione.
Un ulteriore limite temporale riguarda il trattenimento dei minori nelle strutture di prima accoglienza, che viene dimezzato da 60 a 30 giorni.
A seguire, la proposta di legge prevede l’istituzione del Sistema informativo nazionale, con la raccolta delle cartelle sociali dei minori stranieri non accompagnati. Realizzati con il contributo del personale della struttura di accoglienza, questi documenti contengono dati ed informazioni utili a determinare la soluzione di lungo periodo migliore per il minore, da trasmettere ai servizi sociali del comune di destinazione.
Maggiori tutele nei confronti dei minori stranieri soli aprono all’adozione di una procedura unica di identificazione, funzionale, in prim’ordine, all’accertamento della minore età. Per il minore è previsto un colloquio con gli uffici competenti, sotto la direzione del giudice tutelare, insieme alla richiesta di un documento anagrafico in caso di dubbio sull’età. In aggiunta, possono essere svolti esami socio-sanitari, con il consenso del minore e con modalità il meno invasive possibile.
Altre misure abbracciano gli istituti di assistenza e protezione dei minori in stato di abbandono, incaricati della tutela e dell’affidamento delle persone, ed il permesso di soggiorno per i minori non accompagnati. Su quest’ultimo punto, viene semplificata la normativa attuale, con l’introduzione di due tipologie di titolo:
• il permesso di soggiorno per età, che può essere rilasciato al minore che ne abbia fatto richiesta, e fino al compimento dei 18 anni;
• il permesso di soggiorno per motivi familiari, di cui possono disporre sia un minore di 14 anni affidato, o sottoposto alla tutela di un cittadino italiano, sia un minore sopra i 14 anni affidato, o sottoposto alla tutela di un cittadino italiano, o di uno straniero regolarmente soggiornante.
A rafforzamento dei diritti già riconosciuti ai minori non accompagnati, viene estesa la garanzia dell’assistenza sanitaria attraverso l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale, obbligatoria per legge per i minori in possesso di un permesso di soggiorno, anche nelle more del rilascio del titolo, dopo il ritrovamento a seguito della segnalazione.
È incentivata l’introduzione di misure da parte di istituzioni scolastiche e di istituzioni formative accreditate per l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo per i minori, anche grazie a programmi di apprendistato in convenzione.
Un altro campo di intervento investe le garanzie processuali e procedimentali a tutela del minore straniero, con disposizioni di assistenza affettiva e psicologica, e con l’opportunità per il minore di nominare un legale di fiducia. Questo diviene altresì possibile mediante il tutore nominato o i legali rappresentanti delle comunità di accoglienza, con il gratuito patrocinio a spese dello Stato.
Infine, nel testo in discussione sono inserite alcune misure di protezione per specifiche categorie di persone, considerate in uno stato di vulnerabilità, come i minori non accompagnati vittime di tratta.
La necessità di una simile operazione apre ad un richiamo al quadro recentemente fornito da Anci sul sistema di accoglienza in Italia per minori stranieri non accompagnatiNel 2014 le regioni che hanno registrato il più alto numero di minori non accompagnati contattati o presi in carico sono state la Sicilia (oltre 3100), il Lazio (2241), e la Calabria (1470), che insieme hanno ospitato poco più del 50% dei minori arrivati in Italia quell’anno.
Guardando al numero dei Comuni coinvolti nelle politiche di accoglienza, 87 Comuni si sono occupati dell’85% dei minori. In testa, Roma ha fornito accoglienza a 1960 persone, quota scesa di oltre il 33% rispetto al 2012, ed è seguita nella classifica dalle maggiori città della Sicilia e della Calabria: le stesse che oggi si appellano alle istituzioni per una migliore distribuzione dei minori stranieri.
In definitiva, un miglioramento delle procedure di trasferimento verso strutture di accoglienza ordinaria permetterebbe di liberare posti in quelle adibite all’accoglienza straordinaria, da destinare ai nuovi arrivati.
Di fronte ai flussi di minori stranieri non accompagnati che non si fermano, non possono fermarsi gli sforzi verso un tipo di accoglienza che superi la mera logica emergenziale, allineandosi all’imperativo di tutela e garanzia dei diritti del minore.
Autore: Clara Agostini
Fonte:piùculture.it


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I Minori Stranieri non Accompagnati

MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: DAL 23 AGOSTO OSPITATI IN CENTRI SEPARATI DAGLI ADULTI

Oltre 11 mila i minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia nei primi sette mesi del 201...
Conditions for unaccompanied child asylum seekers in Calais are worsening because of a shortage of safe accommodation, according to a report.
The Refugee Youth Service (RYS), a key child protection agency in the Calais camp, has produced a report called Nowhere To Go that documents the deteriorating situation and disturbing lack of support for some of the mostvulnerable residents of the camp. The report also warns that deteriorating conditions mean that hundreds of children are at risk of disappearing.
The report is published as senior councillors from the Local Government Association prepare to visit the Calais camp on Thursday to consider how local government in France and the UK can work together to keep unaccompanied children safe and ensure they receive the care and support they need.
The report analyses the current scarce accommodation for children in the camp and in surrounding areas and calls for more accommodation to be provided as a matter of urgency. The report warns that unless safe areas are provided as soon as possible many of the estimated 608 unaccompanied children will disappear.


The report states: “The complete lack of child protection measures or any form of safeguarding in other informal camps or on the road to their next destination highlights the danger these young people are forced to put themselves in due to lack of feasible options.
“If something is not done in the immediate future we are at risk of repeating the catastrophic mistakes of the past.”
The report examines three on-site and three off-site centres around Calais that should be providing support for unaccompanied children but, for various reasons, are providing little or none. One, the Jules Ferry Unaccompanied Minors Accommodation Centre, is supposed to accommodate 72 unaccompanied children on the site but has not yet been built.
Approximately 183 children are living in a container camp known as Le Cap. While this provides a safer option for children than taking their chances in the ramshackle huts and tents on the site it is operating at capacity and has no space to accommodate more children.
RYS has called on the French government to provide safe accommodation for the hundreds of unaccompanied children and states that hundreds of children disappeared when the southern section of the camp was demolished in March. RYS tracked a number of these children to other parts of France and Europe.
The report highlights the cases of some individual children, including a 14-year-old boy who is self-harming, smoking hash and living between two tents and a caravan. He tried to claim asylum in France but was told he must wait in the camp until a space became available in an accommodation centre in Calais. He lost hope because of the delay and continued to make dangerous attempts to get to the UK each night instead. A 16-year-old boy arrived at the camp with nowhere to stay and was forced to move into a tent with strangers while waiting to be granted asylum in France.
A team of experienced therapists, including a group from the Tavistock and Portman NHS Trust in London, are making regular visits to the camp. Known as the Calais Resilience Collective, they are working to enhance coping strategies of refugees, staff and volunteers, building on work carried out by the refugee team at the Tavistock.
A spokeswoman for the collective expressed alarm at the findings of the RYS report and said conditions for children were “very grim”.
Campaigners have criticised the UK government for not doing more to bring unaccompanied child refugees to the UK in line with Labour peer Alf Dub’ s amendment to the immigration act promising sanctuary. The Home Office said it was involved in active discussions to speed up mechanisms to identify, assess and transfer children to the UK. When the Guardian checked again the Home Office said there were no developments on these discussions to report.
The report follows a warning by Yvette Cooper, the Labour MP, that hundreds of child refugees have been unacceptably left in limbo in Calais camps by Home Office delays, despite having the legal right to be reunited with families in the UK.
Autore: Diane Taylor



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Conditions for unaccompanied children in Calais camp worsening, says report

Conditions for unaccompanied child asylum seekers in  Calais  are worsening because of a shortage...
I minori non accompagnati arrivati nel 2015 in Germania sono circa 42.300, un numero quattro volte superiore a quello registrato nell'anno precendente. Secondo i dati dello Statistiches Bundesamt, l’Ufficio statistico di Berlino, oltre il 90% (38.700) dei minori stranieri non accompagnati arrivati lo scorso anno nel territorio tedesco erano di sesso maschile, mentre le femmine sono state circa 3.600. Dei minori registrati sul suolo teutonico il 53%  ha fatto regolare domanda di asilo.

Minori Stranieri Non Accompagnati in Germania

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